Tab.u mirror Bruno Rainaldi / 2011-2013

Viene voglia di toccarlo questo specchio, con la sua cornice spessa che ricorda l’effetto della carta stropicciata o dei fogli di alluminio. Una superficie cangiante quella dei Tab.u mirror così “mossa” da sembrare morbida ed estremamente malleabile e che invece, al tatto, si rivela per quello che è una rigida cornice realizzata in resistente alluminio sapientemente modellato a mano.

Gli specchi della linea Tab.u, come tutti gli altri pezzi che compongono la collezione (i celebri sgabelli ma anche lampade a sospensione e tavolini) sono oggetti che, complici anche le finiture in cui sono realizzati – alluminio cromo e oro a specchio – amano farsi notare. Specchi dall’indubbia personalità che sanno caratterizzare anche gli ambienti più anonimi siano essi classici o moderni.

Disponibili in 5 dimensioni per due forme sono versatili anche nell’utilizzo, nelle versioni rettangolari gli specchi Tab.u mirror possono essere infatti applicati a muro o appoggiati a terra oltre che essere disposti orizzontalmente o verticalmente a seconda delle necessità. Non c’è stanza in cui non possano trovare posto, ingresso, living, camera da letto, bagno o cabina armadio; in casa come in contesti contract.

 

Prima ancora del caffè con gli occhi ancora confusi e da quel momento quante volte ancora prima di uscire di casa?

E poi, la porta già aperta, le chiavi per chiudere in mano. Un’occhiata in ascensore. Lei anche in macchina ferma al semaforo.

Studio, ufficio, negozio, laboratorio, le occasioni diminuiscono, ma prima di ogni incontro cerchi il modo.

A volte ricorri alla finestra o al vetro della porta. In ogni bagno, prima e dopo. In qualche vetrina lucida del centro. Vigile dal parrucchiere. Critico nel camerino. Sorridente al sabato sera. Furtivamente anche a tavola, mentre ruoti disinvolto la lama del coltello.

Non solo vanità. 

Poco prima di dormire con i pensieri che da dentro affiorano sul volto.

Bruno Rainaldi
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