Pinocchio Maurizio Galante & Tal Lancman / 2018

Le fiabe rievocano ricordi ed emozioni e sono parte della nostra vita quotidiana. I Fratelli Grimm le hanno sempre considerate come una rielaborazione dei miti antichi, preservati nella memoria popolare e tramandati oralmente di generazione in generazione. E il racconto delle favole è esso stesso un atto magico, immutato da secoli: ciascuna parola, ciascun suono e intonazione, ciascuna pausa, ha un proprio ruolo e tutti contribuiscono alla costruzione di quell’universo parallelo dove si ritrovano, insieme, rapiti dalla stessa magia, narratori ed ascoltatori. Momenti “unici” di cui fare tesoro, capaci di far sognare e volare con la fantasia.

Once Upon A Time, la collezione disegnata da Maurizio Galante & Tal Lancman, intende unire il mondo delle fiabe con i propri simboli a degli oggetti di uso comune da utilizzarsi ogni giorno. Un ponte tra verità e finzione, tra reale e inventato, tra fisica e immaginazione. Piccoli oggetti in marmo dalle forme assolutamente riconoscibili. Così il profilo di Pinocchio, diventa un elegantissimo porta candela in marmo bianco di Carrara con supporto in ottone, che con l’incalzare del buio fa diventare il famoso burattino dal naso lungo un po’ più sincero. Così la mela di Biancaneve si trasforma in Snow.White un raffinato porta oggetti (disponibile in marmo bianco o nero) dotato di specchio interno e con dettagli d’ottone in galvanica dorata. << Il design è sempre stato la forma d’arte che sa meglio accompagnarci nella vita di ogni giorno. – affermano gli ideatori del progetto - Questa collezione di oggetti vuole ammantare la vita di poesia, facendo in modo che anche i gesti più semplici possano essere fonte di ispirazione e possano trasformarsi in brevi momenti di rara bellezza. >>

La Once Upon A Time Collection va ad arricchire la Selection d’Object, la linea di prodotti small size lanciata lo scorso anno da Opinion Ciatti, fatta di piccoli oggetti riconoscibili, fortemente identitari, mai banali.


“Se le fiabe non esistessero bisognerebbe inventarle.” 

Gianni Rodari